Cifoplastica e vertebroplastica
Chirurgia vertebrale
Cifoplastica e vertebroplastica è disponibile presso 1 ospedale in 1 città della rete Voumed.
1 ospedale offre questa procedura in 1 paese tramite la rete Voumed; 1 di essi possiede l'accreditamento JCI.
Come Voumed verifica le competenze delle strutture ospedaliere
Cifoplastica e vertebroplastica sono trattamenti mini-invasivi indicati per una vertebra fratturata e collassata, il più delle volte a causa della fragilità ossea dovuta all'osteoporosi e talvolta per l'indebolimento causato da un tumore. Attraverso un ago inserito nell'osso fratturato sotto guida radiologica, viene iniettato cemento osseo per uso medico che riempie la frattura e si consolida nel giro di pochi minuti, trasformando una rottura mobile e dolorosa in una struttura stabile. Nella cifoplastica con palloncino viene prima gonfiato un piccolo palloncino per creare una cavità e ripristinare parte dell'altezza perduta prima dell'introduzione del cemento. Molte persone avvertono una netta riduzione del dolore entro ventiquattro ore, motivo per cui questo trattamento viene spesso scelto quando la frattura non regredisce con il riposo e i farmaci.
Punti chiave
- L'aumento vertebrale stabilizza una vertebra collassata iniettando cemento osseo attraverso un ago, senza chirurgia a cielo aperto né impianti metallici.
- Viene impiegato principalmente per fratture vertebrali da compressione osteoporotiche dolorose, nonché per vertebre indebolite da mieloma o da neoplasie metastatizzate all'osso.
- La cifoplastica con palloncino prevede innanzitutto il gonfiaggio di un piccolo palloncino all'interno dell'osso, creando una cavità per il cemento e ripristinando spesso parte dell'altezza vertebrale perduta.
- La procedura richiede circa 30-60 minuti per livello, viene solitamente eseguita in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale di breve durata, e si svolge comunemente in regime di day hospital.
- Il sollievo dal dolore si avverte spesso entro 24-48 ore, e il trattamento successivo dell'osteoporosi sottostante è essenziale per ridurre il rischio di ulteriori fratture.
In questa pagina
In sintesi
- Anestesia
- anestesia locale con sedazione o anestesia generale di breve durata
- Degenza ospedaliera
- day hospital o un pernottamento
- Durata della procedura
- circa 30-60 minuti per livello trattato
- Recupero
- deambulazione entro poche ore; ripresa delle normali attività entro pochi giorni
- Tempo prima del volo di ritorno
- solitamente circa 3-5 giorni, dopo la radiografia di controllo e la valutazione della salute ossea
- Risultati visibili
- il dolore migliora spesso entro 24-48 ore
Che cos'è
Una frattura vertebrale da compressione è una lesione del corpo vertebrale, la cui struttura si schiaccia sotto carico. Poiché i monconi di frattura sfregano l'uno contro l'altro, il movimento provoca dolore a ogni cambio di posizione. L'aumento vertebrale riempie la lesione con cemento osseo in polimetilmetacrilato, che si indurisce all'interno dell'osso impedendo ulteriori movimenti e cedimenti. La vertebroplastica inietta il cemento direttamente nell'osso fratturato. La cifoplastica prevede invece l'inserimento preliminare di un apposito palloncino, che viene gonfiato per compattare l'osso spongioso fratturato e creare una cavità; il dispositivo viene quindi sgonfiato ed estratto, e la cavità viene riempita di cemento a una pressione inferiore, riducendo il rischio di fuoriuscita del materiale e consentendo di recuperare parte dell'altezza persa a causa del collasso. Entrambe le procedure vengono eseguite attraverso una minuscola puntura cutanea, senza incisioni né punti di sutura.
Quando è indicata
L'indicazione abituale è una frattura vertebrale da compressione acuta o subacuta che rimane dolorosa nonostante un periodo di trattamento conservativo con analgesici, modifiche delle attività quotidiane e, se opportuno, l'uso di un busto ortopedico. La procedura viene presa in considerazione più precocemente anche quando il dolore impedisce del tutto di stare in piedi e camminare, poiché nei pazienti anziani l'immobilità prolungata favorisce rapidamente un'ulteriore perdita di massa ossea, polmoniti e trombosi venose. La risonanza magnetica (RM) viene utilizzata per confermare che la frattura sia recente e ancora in fase di consolidamento, poiché una lesione pregressa e già consolidata non risponderebbe al trattamento. L'aumento vertebrale si impiega inoltre per vertebre indebolite o danneggiate da mieloma multiplo o metastasi ossee, spesso in associazione alla radioterapia, e occasionalmente per emangiomi vertebrali sintomatici. Non è invece indicato nei casi in cui la frattura interessi la parete posteriore della vertebra con frammenti ossei spinti nel canale vertebrale, in presenza di infezioni o qualora il dolore provenga chiaramente da un'altra causa.
Come si esegue
Il paziente viene posizionato a pancia in giù (prono). In anestesia locale con sedazione o in anestesia generale di breve durata, si disinfetta la cute in corrispondenza del livello interessato e si fa avanzare un ago sottile all'interno del corpo vertebrale, di solito attraverso il peduncolo, sotto guida radioscopica continua da due proiezioni. Nella cifoplastica, un palloncino viene fatto scorrere attraverso la cannula e gonfiato con mezzo di contrasto a pressione controllata, compattando l'osso trabecolare e sollevando il piatto vertebrale collassato, se la frattura lo consente; il palloncino viene poi sgonfiato e rimosso. Il cemento osseo, preparato fino a raggiungere una consistenza densa, viene iniettato lentamente sotto controllo radiologico in tempo reale, in modo da monitorarne costantemente la diffusione e interrompere subito l'iniezione qualora si avvicini ai vasi venosi o al canale vertebrale. Il cemento si solidifica nel giro di pochi minuti. Gli aghi vengono rimossi, il punto di inserzione viene protetto con una piccola medicazione e un'immagine di controllo conferma il corretto riempimento. Se sono presenti due fratture dolorose, spesso vengono trattati due livelli nella medesima seduta.
Criteri di idoneità e preparazione
Il candidato ideale presenta una frattura recente e dolorosa confermata alla risonanza magnetica (RM), una corrispondenza precisa tra sede del dolore e reperto radiologico, e l'assenza di infezioni. La valutazione comprende radiografie ed esami di imaging trasversale, analisi del sangue comprensive di assetto coagulativo e, qualora l'origine non sia chiaramente osteoporotica, approfondimenti per escludere un mieloma o un tumore primitivo. Vengono inoltre prescritte la densitometria ossea e il dosaggio ematico di calcio e vitamina D, poiché il trattamento dell'osteoporosi sottostante è fondamentale quanto la stabilizzazione della frattura. I farmaci anticoagulanti o antiaggreganti vengono sospesi secondo le indicazioni mediche. Per i pazienti internazionali, le immagini di risonanza magnetica costituiscono il documento principale da inviare in anticipo, in quanto permettono di verificare se la frattura sia ancora trattabile; se le immagini risalgono a più di qualche settimana prima, potrebbe essere necessario ripetere l'esame all'arrivo.
Recupero e pianificazione del trattamento all'estero
La maggior parte dei pazienti rimane distesa in posizione supina per una o due ore affinché il cemento si consolidi completamente, per poi mettersi a sedere e camminare con il fisioterapista il giorno stesso. Molti vengono dimessi la sera stessa o il mattino seguente. Il dolore legato alla frattura di solito si attenua notevolmente entro 24-48 ore, sebbene una dolenzia nella sede della puntura possa persistere per qualche giorno. Le normali attività quotidiane vengono riprese nel giro di pochi giorni, evitando di sollevare carichi pesanti per alcune settimane. La terapia per la protezione dell'osso viene avviata o rivalutata prima della dimissione e rappresenta il passaggio fondamentale per prevenire una frattura successiva, unitamente a calcio, vitamina D, attività fisica e a una revisione dei farmaci e del rischio di cadute. In caso di trattamento all'estero, è consigliabile prevedere un soggiorno di circa 3-5 giorni: questo periodo consente di riesaminare le immagini, eseguire la procedura, effettuare la radiografia di controllo e svolgere un colloquio sulla salute ossea a lungo termine, pianificando la prosecuzione della terapia per l'osteoporosi vicino a casa.
Rischi, sicurezza e risultati
L'aumento vertebrale è una procedura a basso rischio se eseguita sotto adeguata guida radiologica da un operatore esperto. Il principale rischio tecnico consiste nello stravaso di cemento all'esterno del corpo vertebrale; piccole perdite nel disco o nelle vene circostanti sono visibili agli esami radiologici in una percentuale di casi e in genere non comportano conseguenze, mentre la fuoriuscita verso il canale vertebrale o una radice nervosa è rara ma può provocare dolore o sintomi neurologici, richiedendo talvolta un intervento chirurgico. Il cemento immesso nel sistema venoso può raggiungere i polmoni, un evento non comune e generalmente asintomatico. Altri rischi comprendono sanguinamento, infezione, frattura di una costa o di un peduncolo dovuta al posizionamento o alla pressione applicata, e reazioni allergiche. Nuove fratture ad altri livelli possono verificarsi nelle persone con osteoporosi, indipendentemente dal trattamento eseguito, motivo per cui la protezione dell'osso riveste un ruolo primario. La maggioranza dei pazienti riferisce un sollievo significativo e duraturo dal dolore e la ripresa della deambulazione; la cifoplastica consente inoltre di ripristinare tipicamente parte dell'altezza perduta e di ridurre la cifosi angolare al livello trattato.
Domande frequenti
Queste risposte hanno uno scopo puramente informativo e possono variare in base alla struttura. Verifichi i dettagli con l'ospedale prescelto.
Con quale rapidità migliora il dolore?
Molte persone avvertono un netto miglioramento entro uno o due giorni, e alcune lo percepiscono non appena si alzano in piedi per la prima volta. La dolenzia nel punto di ingresso degli aghi può durare alcuni giorni ed è distinta dal dolore della frattura. Qualora il dolore non dovesse attenuarsi, l'équipe medica indagherà la presenza di un'altra frattura o di una differente causa.
Qual è la differenza tra vertebroplastica e cifoplastica?
La vertebroplastica inietta il cemento direttamente nell'osso fratturato. La cifoplastica prevede prima il gonfiaggio di un palloncino per creare una cavità e compattare l'osso, riempiendo poi tale spazio a una pressione inferiore; ciò può ripristinare parte dell'altezza perduta e ridurre la probabilità di stravaso del cemento. La scelta dipende dalla conformazione della frattura e dalla sua datazione.
È possibile trattare più di un livello vertebrale?
Sì. Nella stessa seduta vengono comunemente trattati due, e talvolta tre, livelli dolorosi, a condizione che per ciascuno sia confermata la natura acuta mediante risonanza. Il trattamento di livelli non dolorosi non apporta alcun beneficio e viene evitato.
Il cemento rimarrà nella colonna vertebrale per sempre?
Sì, è permanente. Non si usura e non attiva i controlli di sicurezza negli aeroporti. Sostiene la vertebra trattata a tempo indefinito, ma non ha alcun effetto sul resto della colonna; pertanto, il trattamento della patologia ossea sottostante rimane essenziale.
Dovrò indossare un busto dopo l'intervento?
Di solito non è necessario una volta stabilizzata la frattura. Alcune équipe consigliano un supporto leggero per maggior comfort nelle prime settimane. A medio termine, la Fisioterapia mirata a postura, equilibrio e rinforzo dei muscoli estensori dorsali si rivela più utile rispetto all'impiego del busto.
Potrei subire un'altra frattura?
Il rischio di una nuova frattura dipende dalle condizioni delle Sue ossa e non dalla procedura. Avviare od ottimizzare la terapia per l'osteoporosi, correggere i livelli di vitamina D, mantenersi attivi e ridurre il rischio di cadute contribuiscono in modo sostanziale a ridurlo, e l'équipe Le fornirà tutte le indicazioni per iscritto.
Come funziona il controllo successivo una volta a casa?
Al momento della dimissione Le verranno consegnati la relazione d'intervento, la radiografia di controllo e un piano terapeutico per la salute ossea. Un medico vicino al Suo domicilio proseguirà il trattamento dell'osteoporosi e programmerà una nuova densitometria ossea, di norma dopo 1-2 anni, mentre l'équipe estera rimarrà a disposizione per valutare eventuali nuovi dolori o nuovi esami di diagnostica per immagini.
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