Piscina per idroterapia
rehabilitation
Piscina per idroterapia è disponibile presso 2 ospedali in 2 città della rete Voumed.
2 ospedali impiegano questa tecnologia in 2 paesi tramite la rete Voumed; 1 di essi dispone dell'accreditamento JCI.
Come Voumed verifica le competenze delle strutture ospedaliere
La Piscina per idroterapia è una piscina riabilitativa appositamente progettata che sfrutta il galleggiamento naturale, il calore e la resistenza dell'acqua per rendere gli esercizi di riabilitazione più sicuri e confortevoli. In acqua il corpo diventa molto più leggero, pertanto le articolazioni sostengono un carico nettamente inferiore e i movimenti dolorosi o deboli risultano più facili da eseguire. Sotto la guida di un fisioterapista, i pazienti possono iniziare a muoversi prima e con maggiore sicurezza rispetto a quanto farebbero a secco, rendendo la vasca una componente preziosa di molti programmi di riabilitazione.
Punti chiave
- Una Piscina per idroterapia è una vasca calda e poco profonda concepita per il trattamento anziché per il nuoto, dotata di corrimano, gradini e un sollevatore per le persone con mobilità fortemente ridotta.
- Favorisce il recupero in presenza di paralisi cerebrale, sclerosi multipla, morbo di Parkinson o ictus, dopo fratture, traumi sportivi, interventi alla colonna vertebrale o sostituzioni articolari, nonché nei dolori articolari o di schiena cronici.
- Il galleggiamento alleggerisce il peso da colonna vertebrale, anche e ginocchia rendendo possibile la deambulazione, l'acqua oppone resistenza in ogni direzione per sviluppare la forza e il calore migliora la circolazione sanguigna rilassando i muscoli contratti.
- Non è necessario saper nuotare: gli esercizi si svolgono in piedi, reggendosi a sostegni o utilizzando galleggianti, con la presenza costante di un fisioterapista e una profondità stabilita per ciascun paziente.
- Alcune condizioni cliniche non sono compatibili con l'attività in vasca, motivo per cui il fisioterapista ne verifica l'idoneità in anticipo, e la terapia in piscina si inserisce all'interno di un percorso più ampio che aumenta progressivamente il lavoro a secco man mano che si recupera la forza.
In questa pagina
In sintesi
- Tipologia
- dispositivo terapeutico per la riabilitazione in acqua
- Principali indicazioni
- mobilizzazione precoce, equilibrio e movimento senza dolore nel recupero neurologico e ortopedico
- Vantaggio principale
- il galleggiamento dell'acqua riduce il carico articolare rendendo il movimento più facile e meno doloroso
- Svolgimento della seduta
- supervisionata da un fisioterapista, con accesso tramite sollevatore per mobilità ridotta
- Ambiti di utilizzo
- centri di fisioterapia e riabilitazione all'estero
Che cos'è
Una Piscina per idroterapia è una vasca terapeutica calda e poco profonda, costruita specificamente per scopi terapeutici anziché per il nuoto. L'acqua è mantenuta a una temperatura confortevole che rilassa i muscoli e la struttura è dotata di corrimano, gradini e un sistema di sollevamento che consente a persone con mobilità gravemente ridotta, utenti in sedia a rotelle e pazienti nelle prime fasi di recupero di entrare e uscire dall'acqua in sicurezza. L'assistenza e la supervisione sono garantite da fisioterapisti e gli esercizi vengono svolti restando in piedi nell'acqua, aggrappandosi a supporti o mediante ausili galleggianti, in modo che il paziente non resti mai privo di sostegno. La piscina costituisce uno strumento integrato all'interno di un più ampio programma di riabilitazione e non un trattamento isolato.
Come funziona
Quando il corpo si trova in acqua, la spinta di galleggiamento ne sostiene gran parte del peso, riducendo drasticamente il carico su colonna vertebrale, anche, ginocchia e altre articolazioni. Ciò consente al paziente di stare in piedi, compiere passi e attivare muscoli che a secco risulterebbero troppo dolorosi o deboli per essere impiegati normalmente. Allo stesso tempo, l'acqua offre una resistenza dolce e uniforme in ogni direzione, per cui gli stessi movimenti che appaiono più agevoli allenano e rafforzano progressivamente la muscolatura. Il calore dell'acqua favorisce l'afflusso sanguigno e distende i muscoli, alleviando rigidità e dolore. Il fisioterapista adatta la profondità, gli esercizi e il livello di supporto in base a ciascuna persona, aumentando gradualmente l'intensità via via che si riacquistano forza e sicurezza.
Indicazioni e a chi si rivolge
L'idroterapia trova ampia applicazione sia nella riabilitazione neurologica sia in quella ortopedica. Aiuta chi sta recuperando da ictus, morbo di Parkinson, sclerosi multipla e paralisi cerebrale a esercitare la posizione eretta, il cammino e l'equilibrio in un contesto sicuro, e favorisce il recupero dopo interventi di protesi articolare, chirurgia della colonna vertebrale, fratture e traumi sportivi, quando il carico a secco risulta ancora difficoltoso. Risulta utile anche in caso di dolori articolari o di schiena cronici, artrite e progressiva perdita di mobilità legata all'età. Poiché l'acqua attutisce ogni movimento, è particolarmente adatta ai pazienti che provano dolore, che si affaticano rapidamente o che presentano un rischio di caduta. È compito del fisioterapista valutare se l'attività in vasca sia indicata per il singolo caso.
Benefici e cosa aspettarsi
Il principale vantaggio del lavoro in acqua risiede nella possibilità per i pazienti di eseguire molti più movimenti, un maggior numero di ripetizioni e più esercizio di carico rispetto a quanto riuscirebbero a fare a terra, potendo di norma iniziare più precocemente il percorso di recupero. Il galleggiamento riduce il dolore e la paura di cadere, favorendo il rilassamento e una partecipazione attiva agli esercizi, mentre la resistenza dell'acqua sviluppa contemporaneamente forza e resistenza muscolare. Molti pazienti trovano le sedute distensive e stimolanti, a beneficio di progressi costanti. Le sedute sono costantemente supervisionate, il livello dell'acqua viene calibrato su ogni individuo e non è richiesta alcuna abilità natatoria. Come per ogni terapia, i risultati si consolidano gradualmente nel corso di una serie di sedute pianificate dall'équipe curante.
Domande frequenti
Queste risposte hanno uno scopo puramente informativo e possono variare in base alla struttura. Verifichi i dettagli con l'ospedale prescelto.
È necessario saper nuotare?
No. L'idroterapia non coincide con il nuoto. Gli esercizi si svolgono in acqua calda e poco profonda restando in piedi, reggendosi a sostegni o utilizzando galleggianti, con la presenza costante di un fisioterapista. Pazienti che non sanno nuotare o persone che provano timore verso l'acqua vi prendono parte ogni giorno in piena sicurezza.
L'idroterapia è dolorosa?
Non dovrebbe esserlo. Il principio fondamentale del lavoro in acqua consiste proprio nel fatto che il galleggiamento scarica il peso dalle articolazioni, per cui i movimenti che a terra risultano dolorosi in vasca si rivelano solitamente molto più semplici e delicati. L'acqua calda rilassa inoltre i muscoli e allevia la rigidità. Segnali qualsiasi fastidio al terapista affinché la seduta possa essere adattata alle Sue esigenze.
A chi è adatta?
Trova impiego in un ampio ventaglio di condizioni, tra cui il recupero dopo un ictus o altre malattie neurologiche, in seguito a interventi chirurgici su articolazioni o colonna vertebrale e in presenza di dolori cronici articolari o lombari. Risulta particolarmente indicata per chi avverte dolore, si stanca facilmente o ha un equilibrio incerto. Un fisioterapista confermerà l'idoneità del trattamento per Lei, poiché alcune condizioni cliniche non sono compatibili con la terapia in vasca.
Quante sedute saranno necessarie?
Questo dipende dalla Sua diagnosi, dai Suoi obiettivi e dalla Sua risposta al trattamento. Di norma l'idroterapia viene prescritta come un ciclo di sedute regolari nell'arco di diverse settimane; il terapista valuterà i Suoi progressi e modificherà il programma man mano che la forza e la mobilità miglioreranno.
Fa parte di un programma di trattamento più ampio?
Sì. La vasca costituisce una parte di un programma riabilitativo completo che include anche esercizi a secco, terapia manuale e altre tecniche. L'équipe curante combina questi strumenti e sposta gradualmente una quota maggiore dell'allenamento a terra man mano che Lei acquisisce forza.
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