PET-TAC

imaging

PET-TAC è disponibile presso 20 ospedali in 11 città della rete Voumed.

20 ospedali impiegano questa tecnologia in 6 paesi tramite la rete Voumed; 14 di essi dispongono dell'accreditamento JCI.

Come Voumed verifica le competenze delle strutture ospedaliere

La PET-TAC è una metodica avanzata di diagnostica per immagini ibrida che combina la tomografia a emissione di positroni e la tomografia computerizzata in un unico esame, mappando contemporaneamente sia l'attività metabolica sia la struttura anatomica del corpo. Viene iniettata una piccola dose di un tracciante radioattivo, spesso un analogo del glucosio, che si concentra nelle cellule con un'attività superiore alla norma, caratteristica tipica di molti tumori. Poiché consente di mostrare dove una malattia è attiva prima che modifichi la forma di un organo, la PET-TAC rappresenta uno degli strumenti più preziosi per individuare i tumori, valutare quanto si siano diffusi e verificare l'efficacia delle terapie.

Punti chiave

  • La PET-TAC riunisce due apparecchiature in un'unica macchina: la componente PET rileva un tracciante radioattivo che si accumula nei tessuti attivi, la TAC mappa l'anatomia in sezione e la loro fusione mostra sia l'attività sia l'organo o il linfonodo a cui appartiene.
  • In Oncologia localizza il tumore primario, controlla linfonodi e organi a distanza per escludere o rilevare metastasi, ricerca eventuali recidive e valuta l'effetto della chemioterapia o della radioterapia, con ulteriori applicazioni nello studio della perfusione del muscolo cardiaco e in alcune patologie neurologiche.
  • Un tracciante a base di zucchero viene iniettato in vena, le cellule con maggiore attività ne assorbono una quantità superiore e si illuminano nelle immagini e, dopo un periodo di riposo di circa un'ora, il lettino scorre lentamente attraverso l'anello mentre vengono acquisiti entrambi i set di dati.
  • Si avverte solo la puntura dell'ago, l'esame in sé è indolore e dura solitamente tra i trenta e i sessanta minuti, viene di norma richiesto il digiuno per alcune ore prima della procedura e non è previsto alcun tempo di recupero.
  • Il tracciante ha una vita breve e viene eliminato prevalentemente con le urine, processo che l'assunzione di acqua aiuta ad accelerare, mentre uno specialista in medicina nucleare referta le immagini e trasmette la relazione al medico curante, di norma entro pochi giorni.
In questa pagina

In sintesi

Tipo
esame diagnostico ibrido funzionale e anatomico
Indicazioni
diagnosi dei tumori, stadiazione, ristadiazione e valutazione della risposta terapeutica
Vantaggio principale
mostra l'attività della malattia e la sua localizzazione esatta in un'unica immagine combinata
Tracciante
iniezione preliminare di una piccola dose di tracciante radioattivo a breve emivita
Ambiti di applicazione
centri accreditati di medicina nucleare e diagnostica per immagini all'estero

Che cos'è

La PET-TAC unisce due scanner in una sola apparecchiatura. La parte PET rileva il segnale emesso da un tracciante radioattivo che si concentra nei tessuti attivi, rivelando il comportamento delle cellule piuttosto che il loro solo aspetto. La TAC acquisisce dettagliate immagini radiografiche in sezione che mappano l'anatomia del corpo. Considerati singolarmente, ciascun esame risponde solo a una parte del quesito diagnostico; combinati insieme, mostrano una zona luminosa di attività e individuano con precisione l'organo, il linfonodo o l'area in cui essa si trova. Questa visione integrata rende i reperti molto più semplici da interpretare e da gestire clinicamente.

Come funziona

Prima della scansione, viene iniettata in vena una piccola quantità di un tracciante radioattivo, il più delle volte un composto a base di glucosio. Le cellule tumorali e gli altri tessuti particolarmente attivi assorbono questo tracciante in misura maggiore rispetto ai tessuti a riposo, risultando così visibili e luminosi sulle immagini. Dopo un periodo di riposo tranquillo che consente al tracciante di distribuirsi, il paziente si distende su un lettino che scorre lentamente attraverso il gantry ad anello, il quale registra contemporaneamente i dati PET e TAC. Un computer provvede poi a integrarli in immagini tridimensionali nitide. L'esame in sé non provoca dolore e richiede unicamente che il paziente resti immobile durante l'acquisizione delle immagini.

Cosa evidenzia e a chi è utile

La PET-TAC viene impiegata nell'intero percorso oncologico per identificare un tumore primario, stadiare la malattia verificando la presenza di metastasi nei linfonodi o in organi distanti, individuare recidive dopo il trattamento e valutare l'efficacia della chemioterapia o della radioterapia. Spesso individua la malattia attiva più precocemente e con maggiore precisione rispetto agli esami puramente anatomici. Al di fuori dell'Oncologia, trova impiego selezionato nello studio del cuore e del cervello, come la valutazione della perfusione del muscolo cardiaco o l'indagine di alcune condizioni neurologiche. Mostrando con esattezza dove la patologia è attiva, aiuta l'équipe medica a pianificare il trattamento più mirato e appropriato.

Vantaggi e cosa aspettarsi

Il vantaggio principale della PET-TAC risiede nella combinazione di informazioni funzionali e anatomiche in un'unica seduta, offrendo un quadro più completo rispetto ai singoli esami considerati a parte e riducendo spesso la necessità di sottoporsi a più accertamenti distinti. Il tracciante radioattivo viene somministrato in dosi minime e viene eliminato rapidamente dall'organismo, soprattutto per via urinaria. Il giorno dell'esame, ai pazienti viene solitamente richiesto di essere a digiuno da alcune ore e di riposare tranquillamente dopo l'iniezione, affinché il tracciante si distribuisca in modo uniforme. La scansione richiede in genere circa trenta-sessanta minuti, non comporta tempi di recupero e uno specialista esamina le immagini redigendo un referto per il medico curante.

Domande frequenti

Queste risposte hanno uno scopo puramente informativo e possono variare in base alla struttura. Verifichi i dettagli con l'ospedale prescelto.

La PET-TAC è sicura e a quanta radiazione espone?

La PET-TAC comporta l'esposizione a una modesta quantità di radiazioni, derivanti sia dal tracciante sia dalla componente TAC, ma la dose è mantenuta al livello più basso possibile ed è considerata sicura rispetto alle preziose informazioni diagnostiche che fornisce. Il tracciante ha una vita breve e viene eliminato rapidamente dal corpo. L'équipe medica valuta sempre il beneficio di una diagnosi accurata rispetto alla minima esposizione e bere abbondante acqua dopo l'esame favorisce la rapida eliminazione del tracciante.

È necessario prepararsi o essere a digiuno prima dell'esame?

Di norma sì. Per la maggior parte degli esami oncologici Le verrà richiesto di non mangiare per diverse ore prima della procedura, poiché l'assunzione recente di cibo può alterare la captazione del tracciante a base di glucosio. In genere è consentito bere acqua e riceverà istruzioni precise sull'assunzione dei farmaci, in particolare se soffre di diabete, così da garantire che la glicemia rientri nell'intervallo corretto il giorno dell'esame.

L'iniezione o l'esame risultano dolorosi?

No. L'unica sensazione avvertibile è la lieve puntura dell'ago al momento dell'iniezione del tracciante in vena, del tutto simile a un comune prelievo di sangue. L'esame vero e proprio è completamente indolore: occorre semplicemente rimanere immobili sul lettino mentre si sposta lentamente all'interno del tomografo.

Quanto dura complessivamente l'appuntamento?

La fase di scansione vera e propria è breve, ma è opportuno prevedere una permanenza più lunga. Dopo l'iniezione è previsto un periodo di attesa a riposo, spesso di circa un'ora, per consentire al tracciante di distribuirsi nell'organismo. L'acquisizione delle immagini richiede poi solitamente circa trenta-sessanta minuti.

Quando saranno disponibili i risultati?

Le immagini vengono analizzate dettagliatamente da uno specialista in medicina nucleare, che redige un referto per il Suo medico. La relazione è solitamente pronta entro pochi giorni e il Suo medico curante Le spiegherà il significato dei riscontri per il Suo percorso di cura.

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